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Applicazione del contributo unificato ai ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica
Venerdì, 12 Gennaio , 2018
Il ricorso straordinario in materia tributaria è inammissibile. Lo ha chiarito il Consiglio di Stato che ha altresì precisato che il contributo unificato ha carattere tributario e l'obbligazione del pagamento sorge in capo al ricorrente all'atto della presentazione del ricorso straordinario. Dunque, il presupposto oggettivo del dovere contributivo risiede nella avvenuta proposizione del ricorso. L'inammissibilità del ricorso straordinario in materia tributaria, non comporta l'esonero dal pagamento del contributo unificato nel caso in cui il ricorso sia stato comunque presentato. L'obbligazione permane anche nell'ipotesi della eventuale rinuncia al ricorso. Il ricorso straordinario può essere trasposto in sede giurisdizionale amministrativa. La prosecuzione del giudizio davanti al giudice amministrativo comporta l'obbligo per il ricorrente di integrare il contributo dovuto, considerati i diversi importi previsti per il ricorso straordinario e per quello giurisdizionale. All'organo che ha emanato l'atto o al Ministero competente spetta il compito di controllare il regolare assolvimento del tributo, nonché quello di recupero e riscossione. La presentazione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presuppone il contestuale pagamento del contributo unificato. La verifica del regolare assolvimento del tributo spetta esclusivamente all'amministrazione che ha emesso l'atto oggetto di impugnazione. Per i ricorsi avverso atti emessi da uffici dell'Agenzia delle Entrate, i medesimi uffici sono competenti a porre in essere l'attività di recupero, anche coattivo, in caso di omesso o insufficiente pagamento del contributo. Gli uffici, prescindendo dalla eventuale inammissibilità del ricorso straordinario in materia tributaria, dovranno curare: il recupero del contributo unificato il cui pagamento sia stato omesso o insufficiente, notificando al contribuente l'invito al pagamento; l'irrogazione della sanzione, in caso di mancato riscontro all'invito al pagamento; l'iscrizione a ruolo, in caso di mancato pagamento, del contributo e della sanzione. E' quanto si legge nella circolare n. 29/E del 22 dicembre 2017 dell'Agenzia delle Entrate.
(Vedi circolare n. 29 del 2017)

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