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rassegna stampa novità fiscali scadenze fiscali circolari

Riorganizzazione societaria e accesso al regime della tassazione di gruppo – Valutazione anti abuso
Venerdì, 25 Maggio , 2018
Con la risoluzione n. 40/E del 17 maggio 2018 l’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti in merito a una complessa operazione di ristrutturazione aziendale, concepita anche nell’ottica del passaggio generazionale. La riorganizzazione prevedeva la costituzione di una holding Alfa srl destinata a svolgere il ruolo di capogruppo, alla quale è stato conferito, entro il 31 dicembre 2017 l’intero capitale di Beta Spa, mediante un’operazione di conferimento. Parimenti coinvolte, oltre alla già citata Beta, attiva nel settore ambientale, anche Gamma srl, operante nel settore dell’editoria e Delta srl, società calcistica e unica del gruppo ad avere esercizio non coincidente con l’anno solare. Le partecipazioni in tutte e quattro le società erano detenute da persone fisiche, componenti la famiglia. La riorganizzazione prevedeva, come anticipato, il conferimento nella capogruppo Alfa delle quote di Beta e il successivo acquisto da parte di Alfa delle azioni di Gamma e Delta. Dopodiché il gruppo avrebbe optato per il consolidato fiscale. Il documento di prassi amministrativa chiarisce che le operazioni poste in essere per soddisfare le condizioni che consentono l’opzione per la tassazione consolidata non sono elusive. Il comportamento posto in essere dalla società teso a beneficiare, tra l’altro, della compensazione intersoggettiva dei redditi e delle perdite, riducendo il carico fiscale complessivamente dovuto non genera ‘alcun indebito risparmio di imposta’. La risoluzione conferma, inoltre, la possibilità di consolidare i risultati di Delta srl con quelli della holding sin dall’esercizio 2017 cioè già a partire dal periodo d’imposta di sua costituzione. A patto, ovviamente, che la data di chiusura dell’esercizio coincida con quella (anticipata) della consolidata. Per quanto riguarda l’abuso, come detto, la risoluzione afferma la non elusività dell’operazione. Le operazioni propedeutiche all’ottenimento di agevolazioni che possono produrre vantaggi per il contribuente non sono da considerare in linea generale elusive. L’assenza di un vantaggio fiscale indebito di per sé basta ad escludere che la riorganizzazione possa essere inquadrata come una forma di abuso del diritto. Nella fattispecie non si ravvisa alcuna violazione delle norme o dei principi generali dell’ordinamento.
(Vedi risoluzione n. 40 del 2018)

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