Ragionieri commercialisti, Consulenti del lavoro e Revisori legali. Specializzati anche nel settore turistico da oltre 40 anni.
06/02/2026

Aggiornata al 4 novembre 2026
Circolare curata da Elisabetta Baroldi, Consulente del Lavoro e laureata in Giurisprudenza con indirizzo internazionale all’Università Bocconi, e dal Dott. Piergiorgio Baroldi, commercialista con incarichi nel settore turistico e Presidente dell’organo di controllo dell’Ente Bilaterale del Turismo (EBT) della provincia di Venezia. Studio Baroldi, Venezia, è attivo dal 1980 nel settore turistico ed è partner de Il Sole 24 Ore Professional. Le indicazioni nascono dai casi che seguiamo ogni stagione: nel turismo le dimissioni nelle prime settimane di prova sono frequenti, e gestirle male costa caro.
Con l’ordinanza n. 24991 dell’11 settembre 2025, la Cassazione ha stabilito che l’art. 26 del D.Lgs. 151/2015, che disciplina le dimissioni telematiche e la loro revoca entro 7 giorni, si applica anche durante il periodo di prova. La norma prevede infatti solo alcune eccezioni espresse, tra cui non compare il periodo di prova, e le circolari ministeriali non possono introdurre deroghe che la legge non prevede.
Per quasi dieci anni la prassi si è basata sulla circolare del Ministero del Lavoro n. 12/2016, secondo cui le dimissioni durante il periodo di prova erano escluse dalla procedura online. L’ordinanza della Cassazione ha smentito questa lettura.
Il caso deciso riguardava un lavoratore che si era dimesso con la procedura telematica dopo un solo giorno di lavoro e aveva poi revocato le dimissioni entro i 7 giorni: la revoca è stata ritenuta valida ed il rapporto, compreso il periodo di prova, è stato ripristinato. Dal principio affermato dalla Corte, la lettura oggi prevalente ricava che anche nel periodo di prova le dimissioni vanno rese con il modulo telematico sul portale del Ministero del Lavoro, e che dimissioni solo orali o su carta rischiano di non produrre effetti.
Con la procedura telematica il lavoratore può revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla trasmissione del modulo, sempre per via telematica e senza il consenso del datore di lavoro. In caso di revoca il rapporto si ricostituisce: il datore di lavoro deve riammettere il dipendente in servizio e consentirgli di completare il periodo di prova. Secondo la Cassazione non basta offrirgli un risarcimento.
Questo ha ricadute pratiche rilevanti, soprattutto in alta stagione: prima di sostituire il lavoratore dimissionario conviene tenere conto di questi 7 giorni.
La procedura telematica non si applica alle cosiddette dimissioni protette, presentate dalla lavoratrice durante la gravidanza o dalla lavoratrice e dal lavoratore nei primi tre anni di vita del bambino: in questi casi le dimissioni vanno convalidate presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, anche se avvengono durante il periodo di prova. Sono escluse dalla procedura telematica anche le dimissioni nel lavoro domestico e quelle rese nelle sedi protette.
Alla luce di questo orientamento, è opportuno adottare subito alcune accortezze:
Nel turismo il periodo di prova coincide spesso con le prime settimane di stagione. Le regole da rispettare per le assunzioni del 2027, dal contratto stagionale al diritto di precedenza, sono raccolte nella pagina assunzione stagionali 2027, con un check-up gratuito di 20 domande che indica cosa verificare nella vostra struttura. Per le dimissioni nei contratti a termine, oltre il periodo di prova, vedi la guida dimissioni volontarie e contratto a tempo determinato.
Le dimissioni verbali durante il periodo di prova sono valide?
Dopo l’ordinanza della Cassazione n. 24991/2025 è prudente considerarle a rischio di inefficacia: la Corte ha chiarito che la disciplina dell’art. 26 D.Lgs. 151/2015 non esclude il periodo di prova. Conviene sempre chiedere le dimissioni con il modulo telematico.
Cosa succede se il lavoratore revoca le dimissioni entro 7 giorni?
Il rapporto si ricostituisce: il datore di lavoro deve riammettere il dipendente in servizio e consentirgli di completare il periodo di prova originariamente previsto dal contratto.
La circolare del Ministero n. 12/2016 non escludeva il periodo di prova?
Sì, ma per la Cassazione le circolari ministeriali non hanno valore normativo e non possono introdurre deroghe non previste dalla legge.
Le dimissioni durante la maternità seguono le stesse regole?
No. Le dimissioni della lavoratrice in gravidanza e della lavoratrice o del lavoratore nei primi tre anni di vita del bambino sono “dimissioni protette” e vanno convalidate dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro, anche se avvengono durante il periodo di prova.
Un dipendente si è appena dimesso in prova?
Verifica della procedura, dei 7 giorni di revoca e della sostituzione, anche per un solo caso e senza incarico continuativo. Risposta entro 48 ore lavorative.
Sintesi informativa non esaustiva dei chiarimenti ufficiali: non sostituisce una consulenza personalizzata e potrebbe non riflettere gli ultimissimi aggiornamenti normativi o di prassi. Studio Baroldi non risponde di interpretazioni o utilizzi impropri delle informazioni qui riportate.
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