Ragg. commercialisti, consulenti del lavoro, revisori legali
28/04/2026

📺 Seguici su YouTube 🎙️ Ascoltaci su Spotify
L’articolo 1, comma 7, della Legge di Bilancio 2026 introduce un’imposta sostitutiva pari al 5% sugli incrementi retributivi corrisposti nell’anno 2026 ai lavoratori dipendenti privati, in attuazione dei contratti collettivi sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026.
La misura mira a favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e a rafforzare il legame tra produttività e retribuzione, in coerenza con quanto stabilito dall’articolo 36 della Costituzione.
L’agevolazione è riservata ai lavoratori dipendenti privati il cui reddito di lavoro dipendente nell’anno 2025 non superi 33.000 euro. Ai fini della verifica di questo limite devono essere considerati tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nel periodo d’imposta 2025, anche se derivanti da più rapporti di lavoro.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito un aspetto fondamentale: quando gli incrementi retributivi derivanti da un rinnovo contrattuale (sottoscritto nel 2024, 2025 o 2026) sono distribuiti in più anni, l’imposta sostitutiva si applica anche alle tranche erogate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, anche se l’erogazione era iniziata in anni precedenti.
Esempio pratico: un CCNL stipulato il 22 aprile 2025 che prevede un aumento mensile a partire dal 1° giugno 2025. Le somme corrisposte dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 beneficiano dell’aliquota agevolata del 5%, anche se si tratta di tranche iniziate prima del 2026.
Un caso particolarmente rilevante riguarda i CCNL rinnovati nel 2026 con effetto retroattivo. Se il contratto collettivo prevede aumenti retributivi con carattere ordinario (e non straordinario) per annualità precedenti, le somme erogate nel 2026 a titolo di arretrati possono beneficiare della detassazione al 5%.
Il criterio determinante è la natura dell’aumento: se si tratta di incrementi retributivi ordinari — ancorché disposti retroattivamente — l’agevolazione è applicabile. Al contrario, restano escluse le somme erogate una tantum a copertura del periodo di carenza contrattuale, in quanto aventi carattere straordinario.
Non rientrano nell’ambito applicativo della norma:
Il reddito di lavoro dipendente nell’anno 2025 non deve superare 33.000 euro. Si considerano tutti i redditi da lavoro dipendente del 2025, anche da più datori di lavoro.
Sì, a condizione che gli arretrati derivino da incrementi retributivi ordinari previsti da un CCNL rinnovato nel 2024, 2025 o 2026 e non abbiano carattere di una tantum straordinaria.
No. La misura è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato.

Per valutare correttamente l’applicazione della detassazione al 5% nella tua situazione specifica, contatta il nostro Studio: i nostri consulenti sono a disposizione per un’analisi personalizzata.
📍 Studio Baroldi, Cavallino-Treporti (VE) | studiobaroldi@studiobaroldi.it |📞 041 658811 | 🌐 www.studiobaroldi.it
La nostra sede
Commercialisti, Consulenti del Lavoro e Revisori Contabili
via Fausta 71/A - Ca' Savio, Cavallino Treporti (VE)
Proponici la tua candidatura
Le rassegne e il calendario fiscale sono un prodotto Metaping - Servizi per Commercialisti, Avvocati e Ordini Professionali