TRASPARENZA RETRIBUTIVA 2026: INFORMATIVA PER I DIPENDENTI

08/06/2026

La Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza delle retribuzioni è ora legge: il recepimento italiano è atteso entro giugno 2026 e introduce obblighi concreti per tutti i datori di lavoro. Lo Studio Baroldi ha predisposto una informativa da consegnare ai dipendenti, pronta all’uso.

Trasparenza retributiva 2026: schema degli obblighi per le aziende previsti dalla Direttiva UE 2023/970

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Cosa prevede la Direttiva UE sulla trasparenza retributiva

La Direttiva (UE) 2023/970 introduce un quadro normativo vincolante per garantire la parità retributiva e la trasparenza sui criteri salariali. Con il recepimento italiano i datori di lavoro devono adeguarsi a obblighi precisi, sia nella fase di selezione del personale sia nella gestione del rapporto di lavoro.

Gli obblighi principali per le aziende

I datori di lavoro sono tenuti a:

  • Comunicare ai candidati la retribuzione o la fascia retributiva prevista già nell’annuncio di selezione o prima del colloquio, senza che il lavoratore debba richiederla;
  • Rendere accessibili ai dipendenti i criteri adottati per determinare le retribuzioni e le progressioni di carriera, in forma documentata e verificabile;
  • Rispondere alle richieste individuali di informazioni retributive entro 2 mesi dalla richiesta;
  • Garantire protezione da ritorsioni: nessun lavoratore può subire conseguenze per aver esercitato i diritti riconosciuti dalla Direttiva.

L’informativa predisposta dallo Studio

Lo Studio Baroldi ha predisposto un modello di informativa da consegnare ai dipendenti, immediatamente utilizzabile. Il documento illustra in modo chiaro:

  • i diritti dei lavoratori in materia di accesso alle informazioni retributive;
  • le tutele antidiscriminatorie previste dalla normativa;
  • la protezione da eventuali ritorsioni.

Informativa trasparenza retributiva

Modello pronto all’uso — Direttiva (UE) 2023/970

↓ Scarica il documento

Come procedere: tre passi operativi

1. Consegnare l’informativa ai dipendenti

Distribuire l’informativa predisposta dallo Studio a tutti i dipendenti, conservando copia in azienda.

2. Verificare i criteri retributivi interni

Controllare che i criteri adottati per determinare le retribuzioni e le eventuali progressioni di carriera siano documentati e coerenti con quanto applicato nella pratica.

3. Contattare lo Studio per una valutazione

Ogni realtà aziendale presenta caratteristiche specifiche. Vi invitiamo a contattare lo Studio per valutare la situazione della vostra azienda e predisporre tutta la documentazione necessaria alla compliance.

Domande frequenti sulla trasparenza retributiva

Quando entrano in vigore gli obblighi in Italia?

Il recepimento della Direttiva (UE) 2023/970 nell’ordinamento italiano è effettivo dal 7 giugno 2026.

Siamo obbligati a indicare lo stipendio negli annunci di lavoro?

Sì. La Direttiva prevede che i candidati ricevano le informazioni sulla retribuzione o sulla fascia retributiva prevista già nella fase di selezione — nell’annuncio oppure prima del colloquio — senza doverla richiedere.

Un dipendente può chiedere informazioni sulle retribuzioni dei colleghi?

Il lavoratore ha il diritto di richiedere informazioni sui livelli retributivi medi, disaggregati per sesso, della propria categoria. L’azienda è tenuta a rispondere entro 2 mesi. Non si tratta di rendere noti gli stipendi individuali, ma di garantire trasparenza sui criteri e sugli scostamenti.

Cosa succede se un dipendente subisce ritorsioni per aver esercitato questi diritti?

La Direttiva vieta esplicitamente qualsiasi conseguenza negativa per i lavoratori che esercitano i diritti in materia di trasparenza retributiva. Le aziende che non rispettano questo divieto si espongono a responsabilità. Contattate lo Studio per una valutazione preventiva.

 

📍 Studio Baroldi | Cavallino-Treporti (VE) | Knowledge Hub www.studiobaroldicdl.com | studiobaroldi@studiobaroldi.it | 🌐 www.studiobaroldi.it

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